IL CIRROSO
(The Cyrouse)
Attenzione: giornale altamente volatile e infiammabile
Periodico aperiodico di informazione etilica, direttore, caporedattore, inviato speciale, reporter, fotografo, tipografo, editore, dattilografo, bidello e lavacessi: MAD. I nomi degli altri giornalisti leggeteli in fondo agli articoli. Pensato e stampato in località segretissima ingurgitando fiumi e fiumi di birre medie. Adesso basta, leggete il sito, beoni!!!!!!
L'isola dei Cirrosi
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Questa volta il nostro Nick si è ritrovato su un'isola sperduta, senza niente da bere e circondato da temibili concorrenti.
Com'è andata? Scopritelo leggendo!

Il caldo sole Honduregno cuoceva le tese del mio cappello e sul gessato copiosi rivoli di sudore rigavano il gessato di tracce bagnate. Accanto a me Spina, smagrito e smunto, aveva perso il classico rosso acceso dei capelli. Solo le natiche abbronzate di Uva Henger risplendevano come il suo sorriso, separate solo dal sottile cordino del perizoma Bordeaux (colore scelto non a caso! N.d.Sam).
Erano ormai 69 giorni che mi trovavo naufrago all'isola dei cirrosi. Quei bastardi della Redazione mi avevano ficcato in questa nuova missione, dapprima dicendomi che avrei goduto dei vantaggi del reporter, poi, buttandomi in questo nuovo reality direttamente come partecipante. Eravamo rimasti in pochi. Molti dei cirrosi scelti erano stati nominati ed eliminati. Le regole erano... una: buttàti su di un isola senza alcol, dovevamo cercar di sopravvivere escogitando i più improbabili espedienti per la sopravvivenza. Oltre a noi tre era rimasto anche un altro, noto alcolizzato novarese, autore del famoso libro "il dormiduro". Lapo lo chiamavano. Costui era un tipetto magro, dal baffo affilato come il suo stesso sguardo vispo, bruttissimo in volto sul quale si stagliava la Tour Eiffel dei nasi. Era riuscito a superare l'eliminazione grazie ad una bevanda che otteneva da un'ardita torchiatura tra i sassi dalla fermentazione del suo stesso... seme. Una cosa orripilante e nauseabonda che solo la sua mente alcolica e malata avrebbe potuto partorire. Quelle poche gocce erano l'unica cosa che lo manteneva aggrappato alla vita isolana. A condurlo in quello stato pietoso era stata la sua passione smisurata per la Passera Topola. Pur di appropriarsi di quella di Uva, le aveva offerto più della metà della sua produzione, finendo così misero e, soprattutto, ben poco "dormiduro". Lei d'altro canto, dall'alto della sua bellezza procace, la sventolava con una capacità innata il che le dava garanzia di sopravvivenza cirrosica. Il massimo lo raggiunse quando, visto transitare al largo un veliero si slacciò il piccolo reggiseno a triangolo e mostrò solo per un secondo la sua meravigliosa balconata, che, illuminata dal sole fece accorrere il capitano alla volta dell'isola. Questi, Jack Sparrow, fece consegnare alla bella tutto il grog che aveva a bordo... e... ed il sottoscritto (direttamente dal reportaggio precedente). Quel giorno giunto a terra barcollando urlai di gioia vedendo Spina, il mio braccio destro, alle prese con la distillazione di un intero bananeto. Egli non mi riconobbe sul momento e mi rivolse un cenno d'invito ad accostarmi al tubo di bamboo che costituiva l'uscita dell'alambicco. In pochi istanti di garganella ero giunto al suo livello: non lo riconoscevo nemmeno io. Gli altri partecipanti erano stati eliminati ad uno ad uno. Prima che io sbarcassi si narra che un certo Antonio Barberas si fosse allontanato a bordo di una zattera malamente arraffazzonata dicendo che avrebbe raggiunto la svizzera (l'isola del Caffè Svizzero, cioè il bar dove spesso si riunisce la Redazione), un'isola completamente circondata dalla birra. Solo giorni dopo vedemmo un mandingo superare l'isola a bordo di una piroga con un grande sorriso stampato in faccia cantando "Kiss Me In The Rain" (Nda.: questa la capiscono in 2). Luca Barbaresco era stato eliminato dal MAD perché il bastardo, il MAD, ovviamente, sosteneva irregolare produrre una birra dal latte di cocco: era troppo facile. Lance HarpStrong si era ritirato volontariamente poiché aveva intuito che comunque fosse andata, sull'isola la sua dose di alcol sarebbe stata troppo modesta per le consuete abitudini, così era balzato su una bici e se ne era andato pedalando sul mare, o cosi' parve di vedere. Nancy Brilla e Guinness Paltrow erano state nominate con la seguente motivazione "Dare la Passera Topola e' consentito dal regolamento. I giochi saffici no poiché data la scarsità di passera topola questi irritano i naufraghi in maniera scorretta" (almeno sull'isola una regola seria). Le due povere ragazze vennero prelevate e subito integrate di grappa in flebo.
Nella canicola riflettevo su quei giorni passati ammirando l'orizzonte... di Uva. La grappa di banane m'anestetizzava il sagace ed agile intelletto di reporter. Mi scostai facendo cenno a Spina di versare. Barcollando questi mi disse "ma chi cazzo sei?" e versò. Bevvi avido, in piedi ritto come del resto ero stato per quei 69 giorni nel tentativo di non insabbiare il gessato. "Alcoooooool, Alcoooooool, Alcoooooool" urlava la mia mente. Lapo ghignava da solo, parlottava da solo, succhiava due gocce del suo fermentato e poi si masturbava non necessariamente in questo preciso ordine. La nebbia mi avvolse. Barcollando caddi con un tonfo muto sul bagnasciuga mentre un onda, che immaginai esser di vodka, copriva il mio sguardo volto all'infinito. Ero stato eliminato: avevo perso.

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Re: L'isola dei Cirrosi
Scritto da Anonimo Beone il 21 Agosto 2011, 12:55

Good job miankg it appear easy.


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