IL CIRROSO
(The Cyrouse)
Il giornale sempre dalla parte dell'ubriacone
Periodico aperiodico di informazione etilica, direttore, caporedattore, inviato speciale, reporter, fotografo, tipografo, editore, dattilografo, bidello e lavacessi: MAD. I nomi degli altri giornalisti leggeteli in fondo agli articoli. Pensato e stampato in località segretissima ingurgitando fiumi e fiumi di birre medie. Adesso basta, leggete il sito, beoni!!!!!!
Il Cirroso al Salone del Vino!!!
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Il Salone del Vino di Torino! Una prestigiosa manifestazione solo per operatori del settore a cui naturalmente il Cirroso non poteva mancare!
Ecco dunque per voi il resoconto, scritto con la consueta passione, dei nostri due inviati Jaeger e CampariColBianco!

Questa manifestazione solo per operatori del settore poteva forse ignorare i Cirrosi? La risposta è: si! Ma naturalmente i Cirrosi non hanno ignorato il salone! Dopo un’affannosa e affannata ricerca degli inviti (una telefonata), anche quest’anno ci siamo intrufolati come ciucchi guastatori. E’ incredibile come noi, decantatori del tazzaggio, non siamo ancora riconosciuti all’unanimità come operatori del settore vinicolo… E noi per questo motivo ci siamo vendicati!
Erbaluce di Caluso (tradizionale,barricato, criomacerato nonché passito), Bramaterra, Orbello, Brunello di Montalcino, San Giovese del Col d’Orcia, Rapitalà nero d’Avola e Pinot nero d’Avola, Chardonnay, Moscato di Donnafugata, Moscato d’Asti, Pescaja Roero Arneis, Pescaja Lunae, Pescaja Soliter, Pescaja Barbera, Barbaresco, Gavi, vini della Serra, Nebbiolo Mazzoni.
Grappe: di Nebbiolo, di Moscato, di Barolo, di Grignolino, di Chardonnay, di Prosecco. Bianca o invecchiata in botte e come dessert il Rampin (liquore a base di cioccolato e menta). Questi, quasi tutti bissati, sono stati i nostri “assaggi” durante la fulminea giornata passata nella più prestigiosa manifestazione che il Lingotto ospita durante l’anno.
A differenza delle scorse edizioni il numero degli espositori ci è sembrato diminuito, sicuramente a causa della forte concorrenza del Vinitaly di Verona. Ma questo non ci ha tolto il buonumore, ma soprattutto la sete. Il turbinio di assaggi che le vostre papille gustative devono sobbarcarsi in queste occasioni è di certo da esaurimento, ma i Cirrosi le papille gustative (e i maroni) li hanno d’acciaio! Ma il salone non è solo degustazione, è anche la possibilità di avvicinare in un’atmosfera di sbomballamento i maggiori produttori italiani di godimento (Ma siete andati al salone del vino o al Misex? N.d.MAD) e scambiare quattro belle chiacchere con loro. A questo proposito ci pare educato ma inutile (perché non ci leggerà mai!) ringraziare il signor Pescaja che ci ha accolti al suo stand come dei figli, ingozzandoci di cibo e intollandoci di ottimo vino.
Ma parliamo da sommelier quali non siamo. Cosa ci è piaciuto di più? O cosa ci sentiamo di consigliarvi per le vostre cene o merende? Partiamo da un buon aperitivo: senza dubbio un buon Erbaluce di Caluso tradizionale è un aperitivo diverso dai soliti prosecchini o Negroni con in più la possibilità di riciclare il fondo della bottiglia per fare un buon risotto. Proseguendo un’ipotetica cena ci troviamo a sbattere sugli antipasti che potrebbero essere innaffiati da un’abbondante pioggia di Roero Arneis Pescaja. I primi se di tipica tradizione piemontese (risotti dal sapore deciso e intenso) (Non potevate scrivere “paniscia”, deficienti? N.d.MAD ) vanno d’obbligo con uno dei tanti Nebbioli che il novarese ci dona (il Mazzoni è da sturbo). Se invece bevete un primo di pesce, addentate un ottimo Gavi. A questo punto non dovreste già capire più un cazzo ma per i migliori è giunto il momento dei secondi: l’ordine è uno solo… Brunello di Montalcino (E ‘sticazzi! Hai detto niente! Io vado di Barbera, che con i soldi di una bottiglia di Brunello me ne calo venti!!! N.d.Sam).
Per i dolci è inutile aggiungere che un bianco passito o Moscato di Pantelleria ammazza la concorrenza e anche chi non gli porta rispetto. Dopo un pantagruelico rutto ci sentiamo di obbligarvi a scolare fino allo stordimento la grappa “Oro di Barolo” del benemerito Luigi Francoli (quello vero, non quel fake che ci trasciniamo sul forum). La giornata si è conclusa vedendoci uscire da questa enorme enoteca GRATUITA con occhi a mezz’asta, gomito dolorante e un soddisfatto sorriso sul volto (Il soddisfatto sorriso si è poi rivelato una fastidiosa paresi facciale da stress epatico. N.d.medicodiCCBeJaeger). Il prossimo anno di sicuro ci saremo di nuovo, speriamo con un invito personale con scritto: “Press - cantori di Bacco”.

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